Inaugurata la 98ª Fazi di Montichiari, capitale europea della zootecnia e dell’agricoltura
Dalla Fazi di Montichiari l’agricoltura e la zootecnia fanno quadrato sulle sfide del futuro: aumento dei costi, Politica agricola comune, volatilità dei mercati agricoli, rapporto con i cittadini. E il messaggio che emerge dal Centro Fiera Montichiari (“organizziamo 27 manifestazioni fieristiche, anche se la Fazi, con 450 allevatori ed espositori, 45mila metri quadrati occupati, ieri più di 1.500 studenti degli istituti agrari”, ricorda il presidente Gianantonio Rosa, “è la più significativa per numeri”), appare inequivocabile: il settore primario è il traino dell’economia e del territorio. E il Centro Fiera, ricorda il sindaco di Montichiari, Marco Togni, “l’anno scorso ha segnato il record di fatturato ed è per noi è motivo di orgoglio e volano della nostra economia”.
Partita ieri con la presenza del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e con un’affluenza molto positiva di visitatori e operatori professionali, la Fazi edizione 2026 incorona nuovamente la provincia di Brescia capitale della zootecnia europea. L’assessore regionale all’Agricoltura della Lombardia, Alessandro Beduschi, parla di “un’esposizione fieristica in grado di mettere in evidenza tradizione, visione e innovazione, così da assicurare un futuro alle produzioni lombarde e italiane di qualità, dove proprio grazie alle Indicazioni Geografiche siamo diventati monopolisti della qualità e della reputazione di prodotti che il mondo apprezza”. La politica, di fronte alle esigenze del mondo agricolo, non è rimasta a guardare. “Pochi giorni fa – prosegue l’assessore Beduschi – nel contesto internazionale dell’assemblea di Arepo, l’Associazione europea delle regioni con produzioni d’origine, abbiamo siglato la Dichiarazione di Mantova per rafforzare ancora di più il ruolo delle filiere Dop e Igp, mentre per rispondere all’emergenza legata all’aumento dei costi del carburante agricolo Regione Lombardia ha erogato 15 milioni di euro, mentre il Governo Meloni ha predisposto fondi per 60 milioni di euro”.
Altri fondi saranno in arrivo per le filiere maggiormente in difficoltà. “Il prossimo 4 novembre licenzieremo il decreto Coltivaitalia, che mette a disposizione un miliardo di euro, uno strumento in grado di garantire un futuro anche alle nuove generazioni”, annuncia all’inaugurazione della Fazi l’onorevole Cristina Almici, componente della Commissione Agricoltura alla Camera.
Impegno assicurato anche a Bruxelles per sostenere agricoltura, pesca e caccia. Parola di Maria Teresa Vivaldini, europarlamentare bresciana: “Stiamo lavorando insieme alle organizzazioni di categoria in modo che la Pac, che oggi pesa per il 25% del bilancio europeo, possa poter contare su maggiori fondi per gli imprenditori”.
La Fazi, per il vicepresidente della Provincia di Brescia, è molto più che una vetrina dove si possono trovare le ultime novità per l’agricoltura di precisione, la zootecnia, la robotica, la gestione dell’acqua e delle risorse, la mangimistica, le energie rinnovabili, la chimica verde e le biosolution. “Oggi la Fazi non è solo un luogo di esposizione, ma è più che mai un polo dove formazione, sviluppo delle conoscenze e delle competenze permettono alle aziende agricole e zootecniche di affrontare le sfide di domani”.
E se in questa fase l’agricoltura attraversa una fase critica per l’aumento dei costi, il futuro è all’insegna della fiducia. “Da dieci anni stiamo costruendo insieme alle istituzioni un percorso di carattere tecnico e scientifico, in modo che si possa valorizzare il digestato quale risorsa per i terreni e ci auguriamo che nei primi mesi del 2027 possano arrivare delle risposte – dice Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti – così da poter impiegare una sostanza organica che è meglio di qualsiasi prodotto di carattere chimico”. Dal Governo, grazie anche ai solleciti di Coldiretti, sono stati messi a disposizione ingenti fondi per sostenere l’agricoltura: “Il taglio sulle accise vale un miliardo di euro – elenca Prandini -, il credito di imposta altri 100 milioni; positivo anche il taglio del 20% dei prezzi del gasolio da parte delle compagnie petrolifere. A queste risorse dobbiamo aggiungere altri 60 milioni del Governo per l’agricoltura e altri 15 milioni erogati in Lombardia per diminuire il prezzo pagato dagli agricoltori”.
E ci saranno fondi anche per accompagnare la crescita delle imprese, grazie ad Agricoltura 4.0. “Abbiamo chiesto al ministro Lollobrigida un piano pluriennale di sostegno per investimenti in agricoltura – prosegue Prandini -, auspicando un impegno non inferiore ai tre anni, per sostenere investimenti in agricoltura che generano economia. Abbiamo investimenti annuali in agricoltura digitale pari a 2,5 miliardi di euro, nei prossimi anni puntiamo ad arrivare a 6 miliardi”.
Opportunità come la Fazi vanno a vantaggio non solo degli agricoltori ma dell’intero Paese Italia, “creando valore per il territorio e facendo sì che l’agricoltura difenda la salute dei cittadini, grazie a produzioni di qualità”, afferma Laura Facchetti, presidente di Confagricoltura Brescia.
Oscar Scalmana, presidente di Confagricoltura Brescia, celebra i primi 98 anni della Fazi quale motore dell’innovazione e del rilancio economico dell’Italia. “È stato grazie alla meccanizzazione agricola che, a partire dal Dopoguerra, abbiamo dirottato forza lavoro dall’agricoltura ad altri settori produttivi, innescando così il boom economico”, sostiene Scalmana.
Dalla storia al futuro dell’agricoltura. La sfida, secondo Alessandro Baronchelli, presidente di Copagri Brescia, è “garantire un reddito ai giovani grazie all’agricoltura, così da favorire un ricambio generazionale quanto mai necessario per la crescita del settore primario”. Alex Odini, presidente di Cia-Est Lombardia, guarda con orgoglio agli investimenti realizzati dal settore agricolo e invita la Fazi a rafforzare ancora di più la missione di “confronto, crescita e dibattito, anche per trasmettere il ruolo dell’agricoltura ai cittadini”. Una missione comune alla zootecnia, dove l’Italia, ricorda Fortunato Trezzi, presidente di Anafibj che alla Fazi organizza significativi confronti per il segmento delle bovine da latte, “si colloca ai vertici in termini di biodiversità, qualità, sicurezza alimentare, attenzione all’ambiente; requisiti in grado di assicurare una traiettoria di futuro ai giovani e rilanciare un motore trainante dell’economia del Paese”.







